Il brano che da il titolo all’album di esordio del rapper siciliano!
“Slow Mode” è un euforica traccia che si affaccia verso l’effervescente rap latino con tutte le sue dinamiche sud americane, dove il ballo e la voglia di far festa dirigono l’enfasi dell’interprete.
Il beat è proprio di un raggaeton che sprizza rap da tutti i pori, con radici hip hop ben salde sul cemento per accompagnare il flow di un vero rapper La strumentale è stata prodotta da Doppiawu come del resto il missaggio e il master. Registrato e realizzato negli studi di Trinacria Records per Way Music.
Il progetto MONKEY D ha principalmente l’intento e l’obbiettivo di riunire una comunità di persone che riescano ad esprimersi con la propria arte, di dare più stimoli a chi magari non ha avuto le stesse possibilità per mettersi in risalto o scoprire il proprio talento represso.
Il suo pensiero è che tutti siano nati con qualcosa di speciale, ma il più delle volte per delle circostanze avverse, o per delle complicazioni varie, questo non trapela.
I giovani sprecano le loro energie al pensiero di non poter sfruttare quella unicità che hanno dentro.
L’intento dell’artista è quello di fare in modo che questo blocco sia solo una limitazione mentale, rendendosi conto che tutto quello che ci serve è già in ognuno di noi.
Monkey D alias di Salvatore Di Luca Lutupitto artista di Pozzallo (Rg), classe 93, è nato a Bochum (Germany). Trasferitosi all’età di 7 anni in Sicilia con la sua famiglia per motivi lavorativi, inizia ad ascoltare HipHop all’età di 12 anni, per poi cominciare a scrivere testi in rima.
Tra esibizioni locali ed eventi sparsi per la Sicilia il suo nome comincia a girare nell’underground della regione e contemporaneamente contribuisce a dare vita al suo primo collettivo composto da 4 membri dal nome SWS (Smokaweedasquad). Dopo la definitiva rottura del collettivo, durato qualche anno, affina le proprie tecniche da cantautore e si specializza nell’arte del freestyle partecipando tra gli altri a Tecniche Perfette a Catania nel 2017.
Nel 2018 prosegue il suo percorso artistico spostandosi tra Roma e Napoli per ampliare le proprie conoscenze ed esperienze raggiungendo così un livello artistico invidiabile.
Nel Maggio del 2023 concretizza la crescita artistica con il primo singolo ufficiale “Tradizione” e poco dopo, nel Dicembre dello stesso anno il secondo “Qualcun Altro”.
Il nuovo singolo di Grido e Clementino – In radio dal 27 settembre
Musica Eterna è una canzone rap, hip-hop dal mood epico che esprime rabbia e rivalsa. Gli strumenti principali sono la voce, molto enfatizzata e il beat, una chitarra incalzante e un arrangiamento di fiati.
Grido è il nome d’arte di Luca Aleotti, un rapper italiano nato il 30 marzo 1979 a Milano. È noto per essere stato uno dei membri principali del gruppo rap Gemelli DiVersi. I Gemelli DiVersi si sono formati nel 1998 e Grido ha fatto parte della band fin dall’inizio. Il gruppo ha avuto successo con una combinazione di rap e melodia, e sono noti per brani come “Mary”, “Un attimo ancora”, e “Tu no”. Hanno pubblicato diversi album di successo tra cui “Gemelli DiVersi” (1998), “4×4” (2000), “Fuego” (2002), “Reality Show” (2004), “Boom!” (2007), e “Tutto da capo” (2012). Dopo l’esperienza con i Gemelli DiVersi, Grido ha iniziato a lavorare come solista. Ha cambiato il suo nome d’arte in Weedo per una breve parentesi, ma è tornato a utilizzare il nome Grido in seguito. Ha pubblicato il suo primo album solista, “Io Grido”, nel 2011. L’album contiene collaborazioni con altri artisti della scena rap italiana e include brani come “Superblunt” e “Fumo e malinconia” ha collaborato con diversi artisti del panorama musicale italiano, tra cui suo fratello J-Ax (ex membro degli Articolo 31), e ha partecipato a numerosi progetti collettivi. Stile e Influenze Grido è noto per il suo stile che combina rap, melodia e testi riflessivi. La sua musica spesso affronta temi personali e sociali. È stato influenzato da vari generi musicali, tra cui hip-hop, pop, e rock, che si riflettono nel suo approccio eclettico alla musica. Continua a essere attivo nella scena musicale italiana, partecipando a vari progetti e collaborando con altri artisti. Oltre alla musica, Grido è coinvolto anche in attività imprenditoriali legate al mondo dell’intrattenimento e dell’arte. Grido rimane una figura significativa nel panorama del rap italiano, con una carriera che abbraccia più di due decenni e una capacità di reinventarsi e adattarsi ai cambiamenti del mercato musicale.
Il nuovo singolo di FoFoForever – In radio dal 27 settembre
“Canzone contro il panico” è un brano indie dal mood malinconico ma spensierato che accompagna l’ascoltatore in un viaggio introspettivo ma allo stesso tempo leggero.
È un progetto di Stefano Poletti: chitarrista dell’Officina della Camomilla. L’autore è accompagnato dalle bravissime musiciste: Silvia, Michela e Vanessa.
Il nuovo singolo di DJ Skizo, Colle Der Fomento feat DJ Baro In radio dal 27 settembre
Ladies and gentlemans COLLE DER FOMENTO produzione curata da Garelli e Skizo con sapiente masterizzazione di Chryverde e scratch di Dj Baro che chiude la traccia di uno dei dei più iconici gruppi della storia dell’HipHop italiani.
Il nuovo singolo di Diamante – In radio dal 27 settembre
DANNATO LUNEDI’ è un brano dal sound indie-pop. Parla di una relazione finita e del tentativo di continuare la propria vita dimenticandosi della persona amata. Viene descritta la volontà di fare nuove conoscenze e di creare nuovi legami amorosi ma il ricordo della persona amata è imminente.
DIAMANTE è un cantautore indie-pop-italiano. Artista provocante e provocatorio, tra il 2022 e il 2023 ha pubblicato tre singoli che hanno cominciato a far conoscere al pubblico il suo immaginario personale.
Il nuovo singolo di Danila – In radio dal 27 settembre
CONTRO DI ME è un brano caratterizzato da un mood aggressive: esprime la rabbia e la voglia di affrontare ogni avversità. Gli strumenti scelti variano dalle chitarre elettriche a quelle acustiche passando per sub bass, brass, batterie acustiche, synt e riser grazie ai quali si crea un’atmosfera coinvolgente. La canzone è perfetta per le playlist Rock Italia, New Music Friday e Adrenalina.
Danila, nata in Val di Non nel 1990, è cresciuta in Trentino in un paesino di 300 persone, Termon. Appassionata sin da adolescente di bodybuilding, si è laureata in scienze motorie ad Urbino ed ha lavorato come personal trainer fino al 2020, quando ha cambiato rotta lavorando in ambito fitness solo online. Con l’apertura del suo profile Onlyfans nota subito un grande successo e si trasferisce a Milano. Nel periodo 2017-2022 si fa conoscere nel mondo del bodybuilding per i suoi ottimi risultati nelle gare di culturismo in categoria bikini. Da fine 2023 si approccia al mondo del wrestling e partecipa al suo primo show nel marzo di quest’anno con una piccola parte nella rumble dello show Giorno del Giudizio a Firenze. Attualmente si allena costantemente per i prossimi show 1 vs 1 e con l’occasione ha deciso di incidere il brano che la accompagna nella sua uscita sul ring. Da sempre appassionata di musica, non ha mai avuto occasione fino ad oggi di farsi avanti in questo ambiente. “CONTRO DI ME” è il suo singolo di esordio.
La band Twik pubblica il suo nuovo singolo “Problemi con Houston?!”, disponibile dal 20 settembre 2024 sugli stores digitali e nelle radio in promozione nazionale.
Partendo dalla celebre frase “Houston, abbiamo un problema”, i Twik immaginano la personificazione di questo personaggio: si tratta di un uomo gracile, con gli occhiali, una camicia verde a quadri e dei pantaloni marroni. Chiunque abbia un problema si rivolge a lui, che si fa sempre in quattro per aiutare il prossimo, senza mai chiedere nulla in cambio. Tuttavia, alcuni soggetti sembrano non apprezzare questa straordinaria capacità e si coalizzano contro di lui. Cosa succede, a questo punto, quando è lo stesso Houston ad avere un problema? Si creano due fazioni nel Gran Canyon: chi vuole farlo fuori e chi, invece, vuole ricambiare il prezioso aiuto, salvandolo.
Così, i Twik descrivono la nascita del loro nuovo brano, ricco di riflessioni ed ironia, che si interroga su tematiche di estrema attualità.
Ascolta il brano
Storia della band
I Twik nascono dalla collaborazione tra Vincenzo “Vik” Di Santo (batteria, voce) e Laura “Twelle” Morelli (voce), che durante il lockdown hanno iniziato a creare musica a distanza. Da questo esperimento è nato un progetto ambizioso, caratterizzato dal libero flusso di idee e generi musicali come rock, pop, alternative, hip hop ed elettronica. La band ha preso definitivamente forma nel 2023, con l’ingresso di Filippo Maria Di Nardo alla chitarra e Lorenzo Marcozzi al basso elettrico. Si muovono tra melodie accattivanti, testi riflessivi e una combinazione di suoni innovativi, come dimostrato dai due intensi anni di lavoro sui singoli già editi: “Gerard Kremer” (giugno ’23), “Fammi Volare” (settembre ’23), “Bla bla bla (Oceani)” (novembre ’23), “Indecifrabile” (dicembre ’23) e “Il vero me” (aprile ’24). Attualmente in promozione nazionale con il nuovo singolo “Problemi con Houston” che darà il via all’uscita ufficiale del loro primo album.
“SIAMO NEL BACK” è il nuovo brano dei Bro Berri, disponibile dal20 settembre sugli stores digitali e dal 27 settembre nelle radio in promozione nazionale, che racconta, per la prima volta, la vita e l’essenza del duo. È la narrazione di tutto ciò che hanno vissuto fino ad oggi: dai traslochi ai primi contratti discografici, dai primi dj set, in casa, fino alle sensazioni provate nei grandi live, di fronte a folle infuocate. Avversità, cambiamenti, novità, up and down e successi che li trovano sempre lì, insieme, in due, nel backstage di uno show, come in casa e come nella vita di tutti i giorni, spalla a spalla verso i loro traguardi. Come alla guida di un Offshore, viaggiano spediti su sonorità elettroniche, con cadenze vocali tipiche del rap, melodie e intrecci di parole che narrano con vena malinconica, ma energetica, immagini che in pochi comprendono. Ma è proprio a quei pochi ai quali i Bro Berri si rivolgono con “SIAMO NEL BACK”. Persone che ne hanno passate di ogni e che, nonostante tutto, lottano per la realizzazione dei loro sogni, giorno dopo giorno.
Ascolta il brano
Storia del duo
I Bro Berri sono un duo di dj, produttori e cantanti italiani, formato dai fratelli Stefano ed Enrico Berretti. Sono nati in Riviera d’Ulisse, cresciuti a Cagliari e Civitavecchia; attualmente, abitano a Milano, città in cui si muovono nel panorama EDM, ricevendo supporto da artisti come David Guetta, Steve Aoki, Dimitri Vegas & Like Mike, Don Diablo Martin Solveig, Bob Sinclair e Deorro. Il loro collettivo BB SQVAD, nonché format, è una realtà emergente in Italia e all’estero: hanno la possibilità di collaborare con artisti famosi ed esibirsi sui palchi grazie a dj sets e organizzazioni di eventi. La loro evoluzione stilistica e sonora è continua: vogliono raccontare la loro storia e i propri pensieri attraverso la musica elettronica ed hip hop, mostrando la propria autenticità nel panorama artistico contemporaneo.
Il nuovo singolo dell’artista racconta una storia d’amore e rivela una promessa
«Ho immaginato visivamente la città di Milano e due giovani: un ragazzo e una ragazza, che vivono il loro primo approccio amoroso che avviene, come quasi sempre accade, in maniera inaspettata e giocosa. Ho rivissuto sensazioni sperimentate in gioventù: un ragazzo che mi portava fortuna ed incarnava la fortuna al tempo stesso.
L’incontro si evolve in una vera storia d’amore. Passione, non solo reciproca, ma anche per la musica che unisce ancora di più i due giovani, che forse sono musicisti e stanno creando insieme una canzone, o semplicemente stanno ascoltando la colonna sonora del loro amore.
Nella parte finale il testo lascia intuire che la storia tra loro diventata matura, dunque longeva, si proietta in un futuro che punta all’infinito, e la ragazza diventata più donna, esprime la speranza di un amore che duri per sempre.
A chiudere il brano, quasi sottaciuta, emerge una promessa che è un augurio al tempo stesso, ricetta di un amore che vuole sopravvivere a lungo»Anita Brightfly
Il brano ha un arrangiamento sofisticato che fonde elementi pop ed elettronici che creano un sound contemporaneo e avvolgente e si apre con un’introduzione minimale dove synth atmosferici e percussioni leggere costruiscono lentamente la tensione. Man mano che il brano avanza la dinamica sonora è crescente e la sezione ritmica è sostenuta da un groove costante, i riverberi donano al contempo una sensazione di spazialità mentre le linee vocali sui ritornelli sono arricchite da effetti di delay che creano un senso di profondità. L’arrangiamento di “Fortuna” è attentamente bilanciato con l’uso sapiente di contrasto tra momenti più intimi e sezioni di piena intensità sonora.
La voce di Anita dal timbro caldo e ricco di sfumature emotive si intreccia con il testo che poeticamente evoca la fragilità dell’incertezza del futuro creando un’ atmosfera introspettiva dalla eco spirituale.
Anita nasce a Londra il 19 agosto del 1970 da madre francese e padre italiano. La predilezione e la propensione per l’arte, nelle sue svariate modalità espressive, le fa desiderare di lavorare nel mondo dello spettacolo e finalmente nel 2020 trova un appiglio da dove cominciare.
Alla fine del 2021 pubblica il suo primo brano cantautorale “Let me”, mentre l’anno successivo escono i singoli “Memo Audio” il 4 maggio e “Cuore in pace” il 3 dicembre.
A settembre 2024 esce “Amorevole Tu”, il primo brano autoprodotto, seguito il 19 aprile da “Iene”. Il 7 giugno 2024 esce il remix di “Cuore in Pace”, voluto e prodotto dalla cantautrice e realizzato da Revenant & Mr. Mine che raggiunge la vetta della classifica Dance indipendente italiana e la Top 20 degli Indipendenti più trasmessi.
Un brano con un messaggio chiaro, preciso. Un inno ai valori di pace e fratellanza universale dell’associazione Prohumanity. Ma anche il primo singolo estratto dal nuovo album di prossima uscita del rocker veneto, milanese di adozione
Il nuovo brano del cantautore e compositore Massimo Priviero è un singolo dedicato all’Associazione Internazionale per l’Umanità “PROHUMANITY” – Volontariato Senza Frontiere. Sarà l’inno dell’iniziativa umanitaria: “2025 Anno Internazionale per la Pace Prohumanity”.
«La voce di Massimo accompagna il nostro quotidiano impegno per la pace. In tante parti del mondo. Fatto di intervento diretto in prima linea. Siamo felici ed orgogliosi di questa nostra strada insieme. “Il mio nome è pace” è il nostro inno. È la traduzione di quel che siamo.»Aurelio Blengino – presidente di Prohumanity – volontariato senza frontiere.
«È naturale quanto la pace sia o meglio dovrebbe essere il bene supremo per l’umanità. Allo stesso modo viviamo quello che ben sappiamo a varie latitudini. In altro piano, potremo facilmente approfondire di guerre che pure potremmo definire giuste se fatte da popoli aggrediti o di guerre fatte per la libertà magari anche scomodando la storia del nostro paese. E possiamo andare avanti parecchio in simili declinazioni.
Questa canzone non vuole essere un semplice inno alla pace. “Il mio nome è pace” è prima di ogni altra cosa la traduzione e l’abbraccio ideale che io devo a ogni combattente per la pace. Dunque è un abbraccio a un essere umano che combatte in tanti fronti e che si pone come primo pensiero quello di soccorrere e di salvare vite. Un uomo che combatte per la pace. Al di là di ogni distinzione religiosa per esempio. Al di là di un colore politico o di un confine. Essere guerrieri di pace. Essere volontari di pace.
Non è nata per caso la mia vicinanza con l’associazione “Prohumanity”. Associazione che ammiro e alla quale sono in questi tempi assai legato. È questione di destino. È questione di ideali di vita che camminano con le stesse gambe e che una qualche stella un giorno ha deciso di far incontrare. C’è tanto da fare. Insieme.» Massimo Priviero
Si tratta di un brano che fa da anteprima al nuovo lavoro dell’artista, un nuovo album dal titolo “Diario di vita”, in uscita il 25 ottobre 2024.
La data di presentazione dello stesso è prevista per il 9 novembre a Legnano, presso il Teatro Tirinnanzi.
Massimo Priviero nasce ad inizio degli anni sessanta e cresce a Jesolo sul litorale veneziano. Dall’ascolto e dall’amore per il folk, il blues e il rock d’autore prende forma la sua cifra artistica unitamente a una ricerca poetica che ne caratterizza presto suono, scrittura e composizione. Allo stesso tempo, i suoi interessi di vita lo portano da un lato a un tempo di vagabondaggi in giro per l’Europa (“…suonare per esempio Dylan alle fermate di metropolitana o in piccoli club, quando avevo vent’anni, e anche solo vivere “sulla strada” fu una lezione di vita indimenticabile”) e dall’altro ad approfondire studi letterari e storici all’Università di Venezia dove tra l’altro si laurea in Storia contemporanea. Proprio ciò che chiamereste poetica “di strada” nel suo senso più lirico caratterizzerà soprattutto i primi anni della sua produzione musicale. Trasferitosi a Milano alla fine degli anni ’80, dopo aver firmato per Warner Music, nel 1988 incide a Londra e pubblica a ruota l’album d’esordio intitolato San Valentino. Il disco, che inaugura il suo lungo viaggio nel rock d’autore, avrà anche un notevole successo.
Nel 1990 esce Nessuna resa mai con la produzione di “Little” Steven Van Zandt, chitarrista e coproduttore di Springsteen e la partecipazione di vari membri della PFM. Al di là dell’ottimo riscontro anche in termini commerciali, questo tempo vede spesso Priviero impegnato anche sul fronte sociale. L’artista è per esempio chiamato da “Sos Racisme” per essere il testimonial italiano delle sue battaglie. È rilevante l’attività live, con la sua band ma anche insieme a grandi artisti internazionali. Citiamo a memoria, tra le tante del periodo, le performance live insieme a David Crosby.
Nel 1992 pubblica Rock in Italia. Una parte della produzione artistica è affidata tra l’altro a Massimo Bubola. Seguiranno Non mollare (1994) e Priviero (1998), quest’ultimo con la produzione artistica di Lucio “violino” Fabbri. “…In quegli anni era difficile spiegare che avevi scelto tu di uscire dal gioco delle multinazionali della musica. Prima di tutto perché non eri un uomo in vendita o perché eri scomodo e dicevi quel che pensavi. Detto in due parole. Non andare più in televisione e non sentire più le tue canzoni nelle radio commerciali voleva dire per la massa che tu sparivi o che avevi perso e che non eri diventato la star come sembrava dovesse succedere. Questo era. Ma, a torto o a ragione, sentivo che era la scelta giusta per me. Volevo vivere dei miei dischi e dei miei concerti. Il resto, comprese etichette discografiche grandi o piccole, manager, produttori eccetera eccetera veniva molto dopo e contava molto poco”
Nel 2000 esce Poetica, nel 2003 Testimone e nel 2006 Dolce Resistenza. In quest’ultimo, inizia la collaborazione col chitarrista e arrangiatore Alex Cambise che lo affiancherà poi per molto tempo. In Rock & Poems, 2007, Priviero reinterpreta i grandi classici americani dei ’60-’70: da Dylan a Waits, Fogerty e tanti altri. Nel 2009 esce anche l’antologia “Sulla strada” distribuita, come già accaduto anche per molti suoi precedenti lavori, in vari paesi europei.
Nella primavera del 2010 esce il primo live ufficiale anche con Dvd intitolato Rolling Live a timbrare i tanti tour dell’artista. Energia. Impatto emotivo. Rock d’autore nella cifra più alta. Voce. Forza di vivere. E a tirare anche le somme dal punto di vista dei numeri, c’è da dire che i suoi album finiscono comunque nei top 50 delle classifiche ufficiali di vendita. Esce in questo periodo anche un libro/biografia scritto su di lui dallo scrittore Matteo Strukul intitolato “Nessuna resa mai. La strada, il rock e la poesia di Massimo Priviero”.
Priviero si dedica in questi anni anche a spettacoli di musica e teatro civile (citiamo tra gli altri ”Dall’Adige al Don” insieme allo scrittore Roberto Curatolo, le “Storie dell’altra Italia”, firmato coi Gang e Daniele Biacchessi fino al più recente concept sull’emigrazione italiana nel mondo tra ieri e oggi) e incide, servendosi però di uno pseudonimo, anche alcuni album di musica gospel con taglio davvero originale e che ottengono ottimi riscontri.
Nel 2012 esce l’album Folkrock, realizzato con il violinista Michele Gazich, un viaggio acustico che rilegge e reinventa classici della musica internazionale. Nel 2013 pubblica “Ali di libertà”, un nuovo album di inediti sempre in bilico tra rock d’autore e poesia, assai denso di tracce autobiografiche. Chiude il lungo tour, in Italia e non solo, con un sold out all’Alcatraz di Milano, registrato e successivamente pubblicato col titolo “Massimo”.
A fine 2014 insieme a un gruppo di musica etnopopolare (i“Luf”), realizza un lavoro intitolato “Terra e pace” dove vengono rilette le più celebri melodie della tradizione alpina italiana.
Numerosi, in tutti questi anni, oltre ai concerti, i riconoscimenti di pubblico e di critica, insieme ai premi (citiamo solo Premio Lunezia e Premio Enriquez, tra i tanti ed è più volte ospite all’Ariston per il premio Tenco).
A fine 2017 esce All’Italia, un concept che omaggia storie di vita degli italiani di ieri e di oggi, vero atto d’amore per il nostro paese. Segue un lungo tour, italiano e non solo, che terminerà a Città del Messico dove è invitato dall’Università e dall’Istituto di cultura italiano, dopo esser comunque stato precedentemente in vari paesi come Spagna, Francia, Belgio e Croazia. Alla fine del 2018 celebra 30 anni di carriera nella prestigiosa cornice del Teatro della Triennale di Milano. Le canzoni di “All’Italia” diventano colonna sonora del docufilm Italia Addio non tornerò, tra l’altro presentato al Senato della Repubblica oltre che in vari istituti di cultura italiana del mondo.
Durante questo periodo, scrive di getto il libro Amore e Rabbia che esce nella primavera del 2019. Un mix di autobiografia, romanzo di vita e percorso di autocoscienza scritto in un inverno trascorso in riva al suo mare d’alto Adriatico. Le numerose presentazioni si trasformano in un vero e proprio spettacolo di parole e musica che viaggia parallelo ai concerti.
Nel 2021 esce Essenziale. Di matrice prevalentemente acustica, con forti tinte esistenziali e scritto durante il tempo dell’epidemia. Forza e fragilità in equilibrio felice ad alto impatto poetico dove scrittura e vocalità toccano il loro punto più alto. La rivista Buscadero, che più volte in passato aveva votato i suoi album come dischi dell’anno definendolo “la voce più bella e più vera del rock d’autore italiano” gli dedica, fatto rarissimo per un italiano, la copertina.
L’autunno 2024 porterà l’artista a pubblicare un nuovo album di inediti intitolato Diario di vita.
Ci fa piacere in questa sede riportare delle citazioni che riguardano l’artista, anche per rendere omaggio a due splendidi giornalisti, di recente comparsi.
«Massimo Priviero. La voce più bella e più vera del rock d’autore in Italia»PAOLO CARU’ – fondatore e direttore di Buscadero
«Da ragazzo la lezione per Massimo era stata: scrivere come Dylan e stare sul palco come Springsteen. Lezione presto imparata. Prima di scrivere e timbrare la bellissima storia sua»MASSIMO COTTO – giornalista e scrittore – Virgin Radio