Francesco Dal Poz: il nuovo disco è “Uno”

Riscoprendo sé stessi, la propria unicità

“Uno” è il nuovo disco di Francesco Dal Poz, anticipato dai singoli singolo “Penso a te” e il più recente “2106”. Lavoro di carattere e di riscoperta di se, co-prodotto con Roberto Visentin, realizzato con la collaborazione diretta o indiretta di professionisti del settore e amici, primi tra i quali Marco Montanari (chitarre in “Cuore logico”), Pakay Simons (batteria in “2106”), TCC Choir (coro in “2106”) e Sean Lucariello (trombe in “Amore ragazzino”).

«Questo disco è frutto di un percorso in cui sono passato dal sentirmi uno tra tanti al riscoprire la mia unicità. È il racconto della mia quotidianità a tratti ironico, a tratti riflessivo. L’obiettivo prioritario durante la fase di scrittura dei brani, è stato quello di essere più libero e spontaneo possibile.» Francesco Dal Poz

ALBUM TRACK BY TRACK

Francesco Dal Poz è un cantautore e polistrumentista di Treviso classe 1995. 

La musica lo accompagna da sempre: a 9 anni scrive le prime canzoni e passa l’adolescenza tra lo studio di registrazione e i palchi. Giovanissimo vince il “Premio della Bontà” per l’impegno sociale manifestato coni concerti. A 21 anni firma il suo primo contratto discografico con un’etichetta indipendente che produce il singolo “Te”, presentato successivamente ad Area Sanremo. Tra i 22 e i 24 anni pubblica sette singoli e si esibisce con la band in Veneto, Lombardia, Piemonte, Emilia Romagna, Abruzzo, Marche, Puglia e Sardegna. Sul suo lavoro escono articoli in svariati giornali e portali tra cui SkyTg24 ed interviste e passaggi radiofonici in decine di radio a livello locale e nazionale tra cui Rai Radio1; viene inoltre ospitato su Rai 2 e su TV2000.

Condivide il palco con Zero Assoluto, Iva Zanicchi, Ronnie Jones, Damien Mc Fly. A 26 anni pubblica l’album “Zero” con BeNEXT/Sony Music Italia, affiancato dal produttore artistico Roberto Visentin. Oggi continua il suo percorso come cantautore, autore e produttore, pubblicando con ADA Music Italy/Warner Music prima il singolo “Penso a te” e a seguire “2106”, anticipazioni di quello che sarà il nuovo disco dal titolo “Uno” in uscita dal 10 novembre

Etichetta: ADA Music Italy
Distribuzione: Warner Music

CONTATTI E SOCIAL
Facebook 
Instagram 

Jacopo Perosino – Estramenia

Il terzo lavoro di inediti dell’artista astigiano

Fuori dalle mura, canzoni libere di andare oltre.

Si intitola “Estramenia” il nuovo disco di inediti dell’artista astigiano Jacopo Perosino nato anche con il contributo di NUOVOIMAIE. Canzoni che nascono e si muovono fuori dalle mura, sono quei “freak” per nulla inclini a sottostare a criteri discografici attuali: alcune selvatiche e dense, altre antiche e tribali, altre ancora moderne e suburbane. 

Perciò sono libere, in un formato anacronistico e fuori mercato come quello dell’EP.

Nella tracklist sono state inserite anche due canzoni provenienti da “Lanterne” il primo disco dei  Noàis, il suo collettivo musicale-teatrale nato nel 2012. Altri due brani rimasti fuori invece dal primo album solista di Perosino “Retrò”, del 2019, ed infine un inedito, scritto appositamente per questo lavoro, una creatura mezza canzone e mezza epistola perfetta per chiudere il disco.

«Estramenia (rectius – extra mœnia) è ciò che esiste fuori le mura, al di là di un luogo recintato, protetto. Qualcosa di libero, indomabile, selvatico, autarchico, facilmente attaccabile e criticabile. In epoche antiche ciò che era fuori dalle mura sfuggiva alle regole; nessuna legge coercitiva o coattiva se non quella percepita come giusta da un sentire condiviso: quello dei reietti, dei delinquenti, degli strani, dei senza-patria, dei blasfemi, tutti gli scacciati che, uniti sotto lo stesso cielo, vivono un vero anarchismo libertario. Dentro le mura tutto nasce, cresce, si modifica e muore con ordine e classificazione. Fuori invece tutto si perde nei racconti tramandati, il reale si mescola al vero, la parola cristallizza la storia e il mito sopravvive e si autoalimenta nella memoria collettiva». Jacopo Perosino

EP TRACK BY TRACK E BIOGRAFIA 

CREDITI
Testi e musiche: Jacopo Perosino
Produzione artistica e arrangiamenti: Andrea “Neura” Nejrotti – Jacopo Perosino
Arrangiamenti voci e cori: Jacopo Perosino – Chiara Figus
Produzione esecutiva: RÆBEL RECORDS e Noàis Produzioni con il contributo di NUOVOIMAIE
Chitarre acustiche ed elettriche: Jacopo Perosino – Paolo Penna – Cosimo Sterlacci
Pianoforte: Jacopo Perosino
Tastiere e sintetizzatori: Andrea “Neura” Nejrotti – Jacopo Perosino
Programmazione elettronica: Andrea “Neura” Nejrotti – Cosimo Sterlacci
Batteria elettronica: Andrea “Neura” Nejrotti
Basso elettrico: Andrea “Neura” Nejrotti
Contrabbasso: Simone Torchio
Violino: Luisa Avidano
Programmazione archi: Andrea “Neura” Nejrotti
Trombone: Gianpiero Malfatto
Sassofoni, Tromba: Cristiano Tibaldi
Rumoristica, Catene, Cori maschili: Roberto “Sciamano” Musso
Bajan: Alberto Fantino
Canto di Sirene: Chiara Effe
Canto delle Comunarde: Marina Occhionero, Chiara Effe, Alice Mammola
Canto da muri: Lu Renè

Progetto grafico: Design Kills You
Foto: Alessandra Lano

Contatti e social: 
Facebook: https://www.facebook.com/jacopoperosino 
Spotify: https://shorturl.at/vxzO2 
YouTube: https://www.youtube.com/@jacopoperosino 

La nuova canzone di MIANI con il testo firmato da EMILIO FEDE e dall’autrice SABINA NEGRI

Presentato il brano da sottoporre al direttore artistico Amadeus per salire sul palco dell’Ariston

Il brano è stato presentato ufficialmente in Rai e sottoposto all’ascolto del direttore artistico Amadeus e porta le autorevoli firme del Direttore EMILIO FEDE e di SABINA NEGRI. Una ballad intima e riflessiva, con una elegante veste pop in onore della grande tradizione musicale italiana. La canzone, il cui titolo verrà svelato dopo l’annuncio di domenica 3 dicembre di Amadeus al Tg1, ha tutte le carte in regola per essere eseguita ed interpretata sul prestigioso palco dell’Ariston del prossimo Festival di Sanremo.

La musica, composta dallo stesso cantautore Miani con la collaborazione di Massimiliano Cernecca, vanta un testo scritto dalla penna del Direttore EMILIO FEDE e di SABINA NEGRI. Una riflessione delicata, a cuore aperto, sulle vicissitudini della vita, metafora sensibile di una esistenza arrivata ad una maturità che dona comprensione e coraggio. Ma i versi nascondono anche altre interpretazioni: l’amore è al centro dello scorrere degli anni, ma con l’esperienza e l’età che ci sfugge tra le mani nel flusso della vita, possiamo realmente renderci conto dell’importanza di amare e di condividere la propria anima.

Riflessioni quindi di una certa importanza per una canzone che, con delicatezza e rispetto, chiama a gran voce la sua partecipazione al prossimo Festival di Sanremo, nella speranza che il direttore artistico Amadeus possa accorgersene dopo un attento ascolto che, come sappiamo, lo vede impegnato già da agosto scorso, dato il boom di presentazioni e richieste. Non ci resta che attendere l’annuncio ufficiale!

Classica Orchestra Afrobeat – Circles

Il quarto album di inediti dell’ensemble diretto da Marco Zanotti

Un modello di vita più cooperativo, sostenibile, spirituale, ispirato e basato sulla circolarità e l’up-cycle.
L’istrionico ensemble da camera di 14 elementi diretto da Marco Zanotti esce col suo quarto album di inediti pubblicato dalla label Brutture Moderne con la produzione artistica firmata da Andrea Scardovi. La Classica Orchestra Afrobeat in questo 2023 post-pandemico muove verso il concetto di circolarità con una nuova produzione intitolata “Circles”. Ospite d’onore dell’album è la regina della musica maliana Rokia Traoré, una delle più importanti artiste africane contemporanee che firma insieme a Zanotti il brano “Ka munu munu” (tradotto significa tutto gira).

«Se “Polyphonie”, il precedente disco uscito nel 2017, raccontava dei silenzi e dei canti della foresta, di una coralità delicata ed ecologica, con “Circles” ci ritroviamo in uno spazio-tempo se vogliamo distopico, un futuro nel quale le cose evidentemente non sono andate a finire bene, eppure (o forse per questo) siamo tornati ad un modello di vita più essenziale, cooperativo e sostenibile. Lo sguardo si distoglie dalla dimensione materiale e consumistica per volgersi verso l’alto, verso una dimensione più organica, spirituale, circolare. Dal legno come elemento centrale di “Polyphonie” siamo passati al metallo della mbira, del gong e degli ottoni, materiali sapientemente forgiati dall’uomo nell’antichità e riutilizzati nel futuro grazie all’up-cycling». Classica Orchestra Afrobeat

Per gli spettacoli live, Giovanna Caputi ha creato degli abiti di scena utilizzando stoffa grezza, corde ed elementi di recupero, mentre Marcello Detti ha realizzato una serie di gioielli con pezzi di vecchi strumenti musicali in ottone, inventando nuove geometrie circolari.

E poi, sempre negli spettacoli dal vivo, troviamo l’orchestra accompagnata dalla Mutoids Waste Company, il collettivo nato in Inghilterra negli anni ’80 e residente da molti anni a Santarcangelo di Romagna, in quello spazio comunitario chiamato Mutonia. 

La foto di copertina dell’album è stata realizzata da Luca Perugini: un incredibile scatto effettuato dal basso verso l’alto di una torre di raffreddamento in disuso, alla ex-Sarom di Ravenna, mentre è di Thomas Cicognani la foto del retro di copertina. 

Album Track by track 

La Classica Orchestra Afrobeat è un ensemble composto da 14 musicisti di estrazione mista classica, barocca e popolare. Diretta da Marco Zanotti, crea nei suoi lavori di composizione o arrangiamento un territorio di confine che mescola le sonorità e le peculiarità espressive degli strumenti della tradizione colta europea come archi, legni e clavicembalo con le percussioni, i canti e le poliritmie africane.

Il disco d’esordio Shrine on you, Fela goes classical, risale al 2011, pubblicato dalla neonata etichetta indipendente Brutture Moderne. È un sentito omaggio a Fela Kuti, il più grande genio musicale nonchè ribelle politico africano della storia recente (Zanotti nello stesso anno traduce e cura l’edizione italiana della sua biografa, pubblicata da Arcana). L’album e l’idea della Classica Orchestra Afrobeat riscuotono

sin da subito critiche entusiastiche, grazie ad una rilettura originale che diventa ponte di dialogo tra culture apparentemente distanti. All’album partecipano Seun Kuti e Oghene Kologbo e numerose sono le rassegne e i teatri che ospitano questo repertorio, scelto nel 2014 come evento di punta del Festival di Radio3 “RadioEuropa” e invitato nel 2013 (prima band italiana di sempre) allo storico Glastonbury Festival in Inghilterra.

Regard sur le passe, il secondo album uscito nel 2014, è una suite musicale in tre movimenti dal carattere spiccatamente barocco, che racconta l’epica dell’ultimo imperatore d’Africa, Samori Touré. Ospiti in scena in veste di cantante solista e narratore sono rispettivamente Sekouba Bambino e Baba Sissoko, due griot di fama internazionale, il primo considerato la “voce d’oro” dell’Africa Occidentale, il secondo ambasciatore della musica del Mali in tutto il mondo.

Il terzo lavoro risale al 2017 e si intitola Polyphonie: un concept-album di brani originali dedicato e ispirato alla foresta e al canto dei pigmei. Uno spettacolo dalla forte valenza ecologica, concepito e realizzato insieme al cantante camerunense Njamy Sitson. Tra le esibizioni più recenti della band quelle all’Auditorium Parco della Musica di Roma, al Teatro Verdi di Sassari, all’Orto Botanico di Padova, all’Auditorium Manzoni di Bologna, alla Rocca di Fano e un concerto-trekking per Ravenna Festival nel Parco del Casentino. 

Dopo l’anticipazione a maggio con l’uscita del nuovo singolo L’origine del mondo, alle porte dell’autunno 2023 esce il quarto disco di inediti dal titolo Circles per la label Brutture Moderne.

Etichetta: Brutture Moderne 

LINK SOCIAL 
WEBSITE
INSTAGRAM
FACEBOOK

Giulio Cesare – Tenerife

Il terzo singolo del poeta e visual artist romano Giulio Marchetti

Nostalgia dell’isola, dell’estate, di una persona lontana.

“Tenerife” è il terzo singolo di Giulio Marchetti in arte Giulio Cesare. In sé definisce un luogo di vacanza, un oceano di distanza e, quindi, un oceano di nostalgia. Da un punto di vista emozionale, il nuovo singolo ricorda quasi “Fine dell’estate” dei Thegiornalisti, mentre musicalmente sono evidenti tracce che rimandano al fenomeno indie I Cani

«Avendo citato questi riferimenti, è chiaro che, come mondo sonoro, siamo ancora nell’indie-pop. Forse, questa volta, più indie-rock. In effetti il produttore è sempre Leo Pari, non a caso ritenuto il padre della scena indie in Italia». Giulio Cesare 

Il videoclip che arriverà prossimamente, impreziosisce l’uscita discografica con la partecipazione di Martina Lelio, una delle protagoniste di “SKAM Italia”, serie di grande successo su Netflix, che ormai ha già confermato di far uscire anche la sesta stagione.

Giulio Marchetti è nato a Roma nel 1982. Ha esordito in poesia con Il sogno della vita (Novi Ligure, 2008), finalista al “Premio Carver” e segnalato con menzione speciale della giuria al Premio “Laurentum”.

Nel 2010 ha pubblicato, con prefazione di Paolo Ruffilli, “Energia del vuoto” (puntoacapo), seguita nel 2012 da “La notte oscura” (ibidem). Con “Cieli immensi”, tratta da quella raccolta, ha vinto il Premio “Laurentum” 2011, sezione sms.  

“La notte oscura” ha ottenuto il III posto al Premio Nazionale di Arti Letterarie “Città di Torino” e al Premio Internazionale “Tulliola” ed è stato finalista al Premio “Città di Sassari”

Nel 2014 ha riunito le precedenti pubblicazioni e la sezione inedita “Disastri” nella raccolta “Apologia del sublime” (puntoacapo), segnalata al Premio “Città di Sassari”.

Nel 2015 ha pubblicato “Ghiaccio nero” (Ladolfi), premiato con menzione speciale di merito e medaglia d’onore al Premio Internazionale di poesia “Don Luigi Di Liegro”

Con la poesia “A metà”, è stato inoltre selezionato per “Il fiore della poesia italiana” (tomo II – i contemporanei), un grande progetto antologico che raccoglie il meglio della poesia italiana (puntoacapo, 2016).

Nel 2020 ha pubblicato “Specchi ciechi” (puntoacapo), primo posto al Premio “Città di Sassari” ed al Premio “Nabokov”, terzo posto al Premio “Tra Secchia e Panaro” e segnalato ai premi “Di Liegro”, “Lorenzo Montano” e Arti Letterarie “Città di Torino”.

Nel 2023 è arrivata inoltre la pubblicazione della settima raccolta di poesie, “Varco cielo” (puntoacapo), finalista al Premio “Tra Secchia e Panaro” e al Premio “Città di Sassari”.

Tra i suoi prefatori, figurano: Maria Grazia Calandrone e Dante Maffia.

Della sua poesia si è occupato, altresì, il Prof. Gabriele La Porta, storico conduttore e direttore Rai.

Per quanto concerne l’arte visuale, la sua variegata produzione rivela un’ispirazione comune che, sospesa tra ironia e critica, denuncia le contraddizioni e i paradossi del nostro tempo.

Ha fondato il “Gruppo Mira”, selezionato per la mostra “Paesaggi inimmaginabili. Cartoline dal nostro pianeta” promossa da BienNolo e ArtCityLab.

Il 23 dicembre 2020 è inoltre uscita su la Repubblica la sua opera “Dramazon”.

Le sue opere sono state pubblicate dalle maggiori riviste di settore tra cui Artribune ed Exibart.

Tra le collaborazioni artistiche, si segnala la partnership con il cantante e performer Achille Lauro.

Nell’autunno 2022 lancia la sua prima mostra nel Metaverso TIME e partecipa alla mostra collettiva Retina (galleria InQuadro), in occasione della RAW Art Night promossa dalla Rome Art Week.

Il felice incontro con il critico Gianluca Marziani, curatore in Italia di Banksy (tra i maggiori artisti viventi), mette in campo ulteriori autorevoli iniziative, tra cui “Logos Infinito” (un progetto diffuso su La Parola e i suoi ecosistemi – Museo civico Recanati) e la mostra personale “Arcipelago esistenziale”, inaugurata presso la galleria Medina di Roma in data 19 maggio 2023, con la presenza di tutti gli Art Sharer più influenti e della madrina dell’evento Valeria Marini, accompagnata da numerosi altri ospiti VIP tra cui Diana Del Bufalo, Milena Miconi, Stefania Orlando e Manila Nazzaro.
Il 7 aprile 2023, è finalmente sbarcato sul mercato discografico con il nome d’arte Giulio Cesare
. Questo progetto musicale è il risultato della sua consapevolezza artistica  pluriennale e multidisciplinare, nonché il frutto di lunghe amicizie con cantautori e produttori speciali, tra cui Riccardo Sinigallia e Leo Pari.

La protagonista del videoclip arriva direttamente dalla prima serata di Rai 1, è Anastasia Kuzmina di “Ballando con le stelle”.

Di questo esordio discografico si sono già occupati gli speaker delle maggiori emittenti radiofoniche di riferimento: Massimo Cotto (Virgin Radio), AmbraMarie (Radio Freccia) ed Edoardo Donnamaria (Radio Zeta).

Encomi arrivano anche da Loredana Bertè, Omar Pedrini e Daniele Groff, quel pioniere del britpop in Italia.

L’uscita di “Rolling Stones”, inoltre, è stata segnalata da Stefano De Martino, dapprima giudice ad Amici e poi presentatore tv del programma musicale Tim Summer Hits.

L’eco promozionale del singolo, infine, ha coinvolto top influencer da milioni di follower come Valentina Vignali e personaggi particolarmente in hype come Edoardo Tavassi (finalista all’ultimo GFVIP). Il nuovo singolo porta il  titolo “Un sorso di te” in radio dal 23 giugno seguito in ottobre da “Tenerife”, ancora una volta prodotto da Leo Pari, ricco di un video ufficiale che vede la partecipazione di Martina Lelio, una delle protagoniste della fortunata serie su Netflix dal titolo “SKAM Italia”.

CONTATTI E SOCIAL
Sito web: https://www.giuliomarchettiart.it/ 
Instagram: @giuliomarchetti_artist

Daut – Il singolo “Pensaci”

Il brano dell’artista sugli stores digitali e dal 24 novembre nelle radio

Pensaci” è il singolo dell’eclettico e versatile artista Daut, sui principali stores digitali e dal 24 novembre nelle radio italiane in promozione nazionale. Produzione impeccabile dagli arrangiamenti attuali e di tendenza, che evidenziano la forte personalità dell’artista sempre teso verso una evoluzione stilistica, tra rap e pop che ne denota inoltre una maturità artistica fuori dal comune. “Pensaci” è un brano dedicato ad un amore passato, che sotto il calore delle feste si fa sentire come un regalo indesiderato sotto l’albero della malinconia. Questa nuova uscita dà lo start allo stile melodico di Daut ancora in esplorazione.

“Per una persona, ma per le persone.” Daut

Storia dell’artista

Sono Andrea Panait, in arte Daut, un artista della scena pop e rap torinese di 23 anni. Sono nato e cresciuto in provincia in un ambiente difficile, soprattutto dentro le quattro mura. La musica, che per me era una scappatoia dalla realtà, ora rappresenta la strada da percorrere per far capire ciò che resta tra le righe. Scrivo testi dall’età di 16 anni e nel tempo ho sviluppato la capacità di adattarmi a più generi. “Bolla”, il primo singolo e “MAUI EP”, il primo progetto ufficiale da indipendente uscito nel 2023 con il supporto del mio team, dimostrano la mia versatilità, passando da un rap tecnico a un cantato pop. Ho avuto la possibilità di collaborare con artisti di rilievo italiani come Rico Mendossa in “Outfit nero”, il mio ultimo brano pubblicato. In vista del nuovo progetto, sto ampliando le mie doti canore e iniziando un percorso nella produzione musicale.

Instagram: https://www.instagram.com/_d_a_u_t

TikTok: https://www.tiktok.com/@_d_a_u_t?_t=8h1rvujaJMG&_r=1

Spotify:https://open.spotify.com/artist/73iYtZsVEAEnLmXhbsDXpg?si=_v7BCctUQROKuJAQtgPQzw

Bruno Genèro – Ekùn

Il primo singolo che anticipa il terzo disco del percussionista italiano
“Guardo e non vedo, ascolto e comprendo”

La musica come bussola per abbracciare con coraggio il nostro cammino
“Ekùn” è il singolo eponimo che anticipa il nuovo progetto musicale di Bruno Genèro, scritto a quattro mani con il DJ produttore Alain Diamond, dove il tamburo dialoga con la musica Techno-House, in un’espressione di World Music sempre più contaminata e contemporanea. Un racconto autobiografico delle esperienze vissute nei 40 anni di carriera viaggiando, insieme al suo tamburo, in 3 continenti (Africa, Europa, America e Isole caraibiche). 

«Ekùn, il leopardo, era stanco di cacciare. Spesso s’interrogava sul perché non potesse cibarsi d’altro. Poi si rese conto che quella era la sua Natura, e che non poteva cambiarla. Così decise di rispondere per sempre ad un richiamo profondo».

Parte da queste parole la creazione del brano doveil tema è l’ascolto

«Penso che ascoltando dentro di noi, troviamo sempre le risposte alle nostre domande profonde. Il brano descrive il mio approccio al ritmo e la mia essenza di musicista.
Nel mixaggio ho evidenziato il suono del Djembe come se fosse una chitarra solista o una voce, il tamburo parla, racconta, usando un linguaggio antico ma con un’intenzione estremamente contemporanea. 
Come il leopardo che decide di rispondere a un richiamo profondo, così la musica diventa la bussola che ci dà la direzione per abbracciare con coraggio il nostro cammino. 
“Ekùn” rappresenta l’album perché racchiude in sé tutti gli ingredienti: suoni techno-house, voci e ritmi afro, ispirando immagini e passi di danza. 
Attraverso un arpeggio di chitarra, i tamburi e i suoni analogici creano un tappeto ritmico-armonico aprendo il brano a nuovi orizzonti musicali». Bruno Genèro

Una musica capace di crescere ad ogni ascolto poiché nasce da un’esigenza profonda che diventa una vera e propria ventata di aria fresca, non solo per il corpo, ma anche per l’anima. 

Bruno Genèro è un djembefolà italiano.
Musicista e virtuoso di uno strumento leggendario come il djembé, tamburo malinke, sopravvissuto a secoli di storia per trionfare, alle soglie del nuovo millennio, nel panorama internazionale della musica.
Inizia a studiare batteria jazz e classica e all’età di 17 anni incontra a Parigi la percussione africana, dove inizia la sua passione per il djembe.
Dal 1980 al 2005 si forma vivendo fra Africa (Senegal. Guinea, Mali, Burkina Faso e Costa d’Avorio) e Cuba.
Fondatore della Kaidara Dance Company (1984), con la sorella danzatrice-coreografa Katina Genero, la compagnia si esibisce in Italia, Africa e Canada.
Fondatore del gruppo musicale Bruno Genero Ensemble (1990), con il quale si esibisce in Italia, Europa, Africa, America settentrionale e isole caraibiche

RICONOSCIMENTI
Nel 1999 partecipa alla prima Biennale Internazionale delle Percussioni in Guinea, promossa dall’Unione Europea, dove viene celebrato come “Miglior djembefolà non africano” durante la serata dei Grandi Maestri.
Nel 2000 riceve “La Targa d’Onore al Merito” della Regione Piemonte per il suo operato artistico.
COLLABORAZIONI MUSICALI
Mamady Keita, Doudou N’Diaye Rose, Sekouba Bambino Diabatè, Alfredo De La Fè, Zap Mama, Zucchero, Teresa De Sio
COLLABORAZIONI DANZA
Elsa Wolliaston, Germaine Acogny, Irene Tassembedo, Balé de Rua e Larrio Ekson per la danza contemporanea.
ALBUM MUSICALI
Dopo l’esordio discografico nel 1996 con “Daby-Bâ” e il successivo “Yiri Kan” uscito nel 2006, dal 27 ottobre torna in radio con il nuovo singolo “Ekùn”, brano eponimo che anticipa il suo terzo disco di inediti, questa volta scritto a quattro mani con il DJ e producer Alain Diamond.
SPETTACOLO EVENTO TEATRO REGIO DI TORINO
TAM TAM (2000) – AFROSAN (2002) – SAFARA’ (2004) – YIRI KAN (2006) – HOMMAGE (2009) – ANCESTROS (20014) – 

LINK SOCIAL 
WEBSITE
INSTAGRAM
FACEBOOK
YOUTUBE

MeTeO – Il singolo “LaMenta”

Il brano del poliedrico compositore negli stores digitali e dal 3 novembre nelle radio

LaMEnta” è il singolo dell’eclettico artista MeTeO, sui principali stores digitali e dal 3 novembre nelle radio in promozione nazionale. Brano dalle forti tinte dance, dal ritmo coinvolgente sin dal primo ascolto. Testo pungente che con ironia ed eleganza viene interpretato dall’artista, evidenziando una forte personalità e una maturità artistica fuori dal comune. Il tutto condito da una produzione impeccabile. “LaMenta” vive in un ambiente dance in cui siamo tutti invitati a ballare e a scatenarci pensando e ironizzando sul fatto che la menta, la pianta aromatica, sia benefica e possa risolvere tutti i nostri problemi. Esce fuori un curioso parallelo quindi tra la menta e lamenta-rsi.

“Lamentarsi è spesso l’inizio, il percorso e la fine del nostro approccio ad ogni situazione e ad ogni tematica. Viviamo e seminiamo discordia lamentandoci anche quando va tutto bene, è proprio il caso di rallentare per non rischiare di cadere dal dirupo.” MeTeO

Ascolta il brano

Storia dell’artista

MeTeO nasce dalla consapevolezza di poter cambiare senza dover chiedere il permesso, così come il cielo con le nuvole, il sole, il vento, la pioggia. E nasce dalla necessità di raccontare storie in musica: storie che parlano di “Me“, di “Te“, “O“… di tutto quello che succede in un mondo che gira. Le radici di questo progetto, che viene avviato nel 2022, risalgono al 2006: Matteo Chiaraluce artista, autore, compositore e insegnante. Ha scritto musica e testi per cantanti e per gruppi, ha insegnato musica a piccoli e adulti, accumulando nel cassetto più di 80 canzoni. MeTeO ha aperto il cassetto…

Instagram: https://www.instagram.com/matteo.meteo/

Facebook: https://www.facebook.com/profile.php?id=100094496347098

YouTube: https://www.youtube.com/@MeTeO-Matteo

Leti Dafne – Sono tornata

 L’ultimo singolo dell’artista cremonese che unisce rap e lirica
Rinascita, nuovi inizi dopo la pandemia e tanto altro

“Sono tornata” è il nuovo singolo di Leti Dafne uscito per ED Music RecordingEgiuann in società con Daze, del gruppo  Jaywork.

Il ritorno musicale dell’artista, dopo il periodo della pandemia, in cui tutto il mondo è rimasto bloccato.

«La sensazione, comune a molte donne sopra i 45, di avere ormai poco da offrire. Questa società spesso passa messaggi come: “l’uomo matura e migliora come il vino, la donna invece è destinata ad invecchiare ed essere poco attraente”». Leti Dafne

Leti Dafne torna più incattivita che mai, con il suo rap sfacciato e irriverente. Torna con i capelli grigi e dichiara: «Eh già, questa società mi vorrebbe come nonna Papera a sfornare dolci e invece sforno rime cattive però come Maga Magò)».

La produzione è firmata dallo stesso Egiuann e da Marino Armeno che hanno proiettato le liriche in una fusione di sonorità classiche e hip hop moderne. 

Viene invitata ad esibirsi come ospite al Premio Tenco nella serata di sabato 21 ottobre in occasione dell’assegnazione delle Targhe Tenco 2023.

Letizia Sperzaga, in arte Leti Dafne, è stata per 20 anni cantante lirica, e ha debuttato in molti ruoli operistici. È anche autrice teatrale, vincitrice di numerosi premi letterari. Dal 2015 scrive canzoni sue. È l’unica musicista al mondo a mischiare due generi molto lontani: il rap e la lirica. Nonostante la formazione classica ha sempre amato il rap fin da ragazzina, ed è convinta che con la buona metrica si possa veicolare qualsiasi tipo di messaggio. Nata a Cremona nel 1974, è diplomata in canto lirico presso il Conservatorio “A. Boito” di Parma, e laureata presso l’Istituto di Alta Formazione Artistica a Parma. Ha frequentato l’Accademia di Arte Scenica per cantanti lirici a Modena. Ha insegnato canto lirico e leggero in numerose scuole e accademie musicali.  Pur amando molto l’Opera lirica ha sentito l’esigenza di creare qualcosa di nuovo, di suo, che “svecchiasse” la Lirica pur nel rispetto della tradizione. 

Nel 2017 esce il primo videoclip esperimento: “RIP Callas”, una canzone ironica sul mondo dell’Opera.
Nel 2018 esce il primo EP “Perle ai porci” (dando vita alla collaborazione con il producer e arrangiatore Egiuann). I suoi videoclip, toccano spesso l’argomento della della Cultura e dell’Arte in Italia. Occupandosi anche di divulgazione, ha creato anche una serie di video chiamata “Opere in 2 minuti” che raccontano in breve la trama delle Opere liriche in forma rap.
Nell’ottobre 2021 esce il nuovo singolo “L’altra metà del cielo”, che racconta con amarezza della disparità di genere nella nostra società.
Leti Dafne attualmente collabora con le etichette ED Music e Jaywork.

Un altro argomento che tratta spesso nei suoi brani è la disparità di genere, certamente con un punto di vista femminile, che nel rap è molto raro. Occupandosi anche di divulgazione, ha creato anche una serie di video chiamata “Opere in 2 minuti” che raccontano in breve la trama delle Opere liriche in forma rap.

Il 1° aprile 2020 in piena pandemia, è uscito il suo primo album musicale dal titolo “Molto di più”.

Da luglio 2023 collabora con Mattia Mugnai, violinista e amico storico, con cui ha sempre condiviso passioni come filosofia, kabbalah, spiritualità, mentalità finanziaria e molto altro. Una collaborazione che è iniziata per gioco e totalmente in amicizia, ma che si è rivelata invece un perfetto sostegno professionale, soprattutto per le performance dal vivo.

Contatti e social
YouTube
Instagram
Spotify

L’eclettica Gipsy Fiorucci in un viaggio esistenziale tra i meandri dell’anima

Il nuovo singolo della cantautrice dal titolo “Il Pianto Che Trattengo” dal 28 novembre su tutti stores digitali e nelle radio

Il Pianto Che Trattengo” è il nuovo singolo della poliedrica artista Gipsy Fiorucci distribuito da Artist First, dal 28 novembre su tutti gli stores digitali e nelle radio italiane e internazionali. La cantautrice, reduce da molteplici premi e riconoscimenti, applaudita da pubblico e critica, ci regala un momento raro di bellezza intima e incisiva. La musica si rende stilista dinanzi ad un’anima tormentata, cucendo un abito per un lungo viaggio esistenziale in cui nulla accade per un semplice caso. Una strepitosa forma di redenzione in cui il dolore diventa uno strumento divino di rinascita, in cui il pianto si immola sull’altare della vita donandoci la piena consapevolezza della propria luce, della propria bellezza: ed è subito meraviglia. L’interpretazione vocale, sentita, profonda e viscerale di Gipsy Fiorucci ci accompagna tra i meandri del disagio umano, arrivando ad un’autentica catarsi dell’anima che purifica l’essere nel risanamento di ogni angoscia e turbamento. Note come lacrime sensibili che scivolano tra versi grondanti “frammenti di vita” dirette da una impeccabile produzione artistica, che con eleganza volteggia tra indie, pop e sfumature rock, firmata dalla stessa artista con la preziosa collaborazione di Renato Droghetti.

Un sound struggente, in cui si ha la sensazione di essere in un labirinto di grida in cui ci si perde, ma allo stesso tempo ci si ritrova nel vero ricordo di sé; un sentiero, apparentemente buio, ma che ci accompagna verso la riscoperta di noi stessi, che ci attraversa dentro lasciandoci completamente trasformati. Il tutto immerso in un grido che si trasforma in un pianto liberatorio dalle mille sfumature! “Il Pianto Che Trattengo” è un turbinio di emozioni trepidanti che esplodono una dopo l’altra dando vita ad un’atmosfera introspettiva, viscerale e tutt’altro che superficiale. Una canzone in cui la cantautrice umbra vuole sottolineare con forza un concetto fondamentale: se si ha il coraggio di entrare dentro le ferite emozionali che ci appartengono nel profondo e che attraversano la nostra anima, accettandole in tutta la loro verità e autenticità, abbiamo il potere di trasformarle nei nostri più grandi talenti e risorse interiori.

Ascolta il brano

https://gipsyfiorucci.lnk.to/IlPiantoCheTrattengo

“Vi accompagno con delicatezza in questo universo intimistico che ripercorre una sofferenza animica che non può che essere attraversata in tutta la sua pienezza; un brano in cui l’intimità e l’introspezione vengono accarezzate da una grande speranza e voglia di rinascita, dove si percepiscono stati d’animo che si incarnano nelle viscere e che con coraggio vengono abbracciati, accolti e infine trasmutati contribuendo così al raggiungimento della vera ricchezza interiore: la nostra evoluzione.” Gipsy Fiorucci

Storia dell’artista

https://direzione816.wixsite.com/servicepromo/gipsyfiorucci

YouTube: https://youtube.com/user/martafiorucci

Facebook: https://www.facebook.com/Gipsyofficial/

Instagram: https://www.instagram.com/gipsyfiorucci_official/

TikTok: https://www.tiktok.com/@gipsyfiorucciofficial?_t=8hMSPpdYSxd&_r=1

Web Site: www.gipsyfiorucci.com